A ufo

Alla scoperta dell’ “umanità”, quella vera

Il baratto del sig. Madoff e la giustizia esemplare PDF Stampa E-mail
Mercoledì 01 Luglio 2009 16:31

Ma quanti soldi servono per essere felici? Avere tanti soldi assicura la felicità? Stando a quanto è capitato ieri sul Pianeta Terra, proprio non direi. Ma cos’è che spinge alcuni di noi esseri umani ad accumulare fortune tali da rimanerne schiacciati irrimediabilmente? È davvero così allettante, ammaliante, accecante, l’idea di possedere tutti quei pezzi di carta e di metallo “sporchi” anche se puliti (comunque passano da una mano all’altra e non è che ci si lavi le mani quando si ha a che fare con i soldi) che altro non sono, in realtà, che una mera convenzione? La risposta, signore e signori extraterrestri è tristemente “sì”. Lo dimostra la brutta fine che ha fatto ieri uno di noi, tale Bernard Madoff, finanziere settantunenne condannato a 150 anni di carcere, la massima pena possibile, almeno per le truffe. Condannato in quanto autore di una delle più grandi frodi della storia, ovvero per una cifra che si aggira sui 65 miliardi di dollari (l’equivalente di circa 46 miliardi di euro), Madoff, il cui impero economico equivale a 171 miliardi di dollari, si è dichiarato colpevole di tutte e 11 le imputazioni emerse da quello che ad oggi è forse il più grosso scandalo della storia di Wall Street e… ha chiesto scusa. Scusa a chi, finito sul lastrico per colpa sua, non è assolutamente pronto ad accettare, neanche formalmente.

Il fattaccio di per sé gravissimo, porta chi scrive per voi marziani, venusiani etc etc in procinto di sbarcare sulla Terra (voi che con queste beghe non c’entrate assolutamente nulla e nulla c’entrerete finché non vi salterà in mente di “restare” anche dopo aver disegnato qualche altro cerchio nel grano), a qualche conclusione. La prima è che la giustizia, qui sul Pianeta Terra qualche volta trionfa, tanto per farsi notare. In casi eclatanti, insomma. Perché chi ruba un po’ meno, solitamente in carcere ci passa le canoniche 24 ore per poi uscire, quasi saltellante, e godere indisturbato dei beni accumulati tramite imbrogli, su qualche isola deserta o dentro appartamenti di lusso da fare invidia ai faraoni e ai loro sontuosi palazzi.

La seconda è che la pena di 150 anni di carcere, decisamente esemplare, non verrà mai scontata seppure il finanziere dovesse reincarnarsi altre tre volte di seguito nello stesso corpo, nella stessa epoca, con le stesse inclinazioni malsane.

La terza, deriva da queste ultime. Le inclinazioni malsane appunto. Perché se c’è un motivo per cui questo signore al di sopra di ogni sospetto fino a meno di un anno fa (è stato arrestato l’11 dicembre del 2008), dovrebbe vergognarsi, questo si chiama avidità, bramosia, ingordigia. Fate un po’ voi. Perché dopo aver accumulato fortune su fortuna, ville a Palm Beach, in Florida, a Long Island (ville da decine di milioni di euro l’una), dopo aver comprato e goduto di automobili, yacht, gioielli e di una quantità di altri beni personali dal valore inestimabile, questo signore, non poteva fermarsi? Non riuscivano a essere felici con tutto questo? Lui, la moglie, i figli, i nipoti, i pronipoti etc etc, per almeno 10 generazioni da oggi al 2200? No, cari extraterrestri. La ricchezza, forse non quella che si guadagna con il sudore della fronte (esiste?), ma quella che si ruba in pochi anni di lucida delinquenza, fa scattare un meccanismo strano in noi poveri esseri umani, un meccanismo (o un automatismo?) tale per cui di ricchezza, potere, proprietà, non se ne ha mai abbastanza e, anzi, più ne hai, più ne vuoi.

Eppure, c’è gente, miei cari extra, che per quattro lire in croce, ancora oggi, in un mondo dove tutti (almeno quelli che si vedono, perché vanno in tv) hanno tutto e anzi di più, si fa saltare per assicurare ai figli un anno di sopravvivenza, forse, decente. Gente che oggi, ancora oggi nella postmodernità dei paesi sovrasviluppati (anche qui in Italia tanto per capirci e non nel cosiddetto terzo o quarto mondo), per quattro lire, si vende un rene e si venderebbe anche un polmone pur di sbarcare il lunario.

Con quale faccia allora mi chiedo il sig. Madoff chiede scusa? Ma ha capito cosa ha fatto? Perché a me sinceramente il sig. Madoff mi fa pena. Tanta pena. Perché mica l’ha capito l’inganno in cui è caduto… o sì? Mica l’ha capito che ha trascorso i suoi primi 71 anni a scavarsi la fossa per i successivi 150 e passa.

E tutto perché un giorno qualcuno, in tutto e per tutto simile a una scimmia, non avendo forse più niente da barattare, decise di inventarsi la moneta…

Il sig. Madoff, insomma, ha capito cosa ha barattato per un cumulo di banconote sporche?