A ufo

Alla scoperta dell’ “umanità”, quella vera

Aspettando il 2012... PDF Stampa E-mail
Venerdì 26 Giugno 2009 09:31

Che sia la volta buona?

Il 21 dicembre 2012 è alle porte e, stando a quanto profetizzato dai Maya, da Nostradamus,da qualche film angosciante ma a dir poco spettacolare in uscita e compagnia bella, quel giorno sul nostro pianeta ci sarà un cambiamento apocalittico. Secondo il calendario Maya infatti, l’attuale Età dell’Oro (la quinta), terminerà il 21-12- 2012 e come le precedenti quattro ere (dell’Acqua, dell’Aria, del Fuoco e della Terra), anche quest’ultima si chiuderà con dei terribili sconvolgimenti ambientali. A causarli, la “solita” inversione del campo magnetico terrestre, dovuto ad uno spostamento dell’asse del pianeta. La Terra insomma subirebbe ciclicamente una variazione dell’inclinazione assiale rispetto al piano dell’ellittica del sistema solare e ciò provocherebbe scenari apocalittici. E così per quel giorno, alle ore 11.11 per esser precisi, c’è chi prevede fiamme e fuoco dal cielo, chi terremoti, maremoti e catastrofi naturali, chi l'impatto di un meteorite, chi l’epilogo di una guerra nucleare a cui la razza umana non sopravvivrà. C’è poi chi annuncia tre giorni di buio completo, durante i quali il mondo si fermerà. E ancora c’è chi dice che per quel giorno il mondo avrà esaurito le proprie risorse, energetiche, idriche e di sostentamento.

 

Qualcuno chiama questo cambiamento “fine del mondo”, qualcun altro vede questa fine del mondo semplicemente come la fine di un’era. Quella governata dalla Chiesa cristiano cattolica per esempio, dall’egemonia della superpotenza di turno, da un’avvicendarsi di guerre più o meno note in giro per il mondo, guerre tra religioni, continenti, frazioni di capoluoghi di provincia, sotto i mari, fin dentro le case e le teste di ognuno di noi. Certo è che ad imporsi, dopo questo scombussolamento radicale e travolgente come uno tsunami di tre chilometri d’altezza, sarà, secondo la maggioranza dei veggenti, un periodo di grande pace. Chissà se perché con la fine si inaugurerà un’epoca dominata da un silenzio tombale, dall’assenza della vita o dalla sparizione di una frastornante povertà -perché sarebbe anche ora che chi non ha solo perché è nato da chi non aveva, con un colore di pelle “sbagliato” o sprovvisto di quella malsana cattiveria congenita atta a farne un dominatore, finalmente abbia ciò che l’Universo o chi per lui ha destinato a chiunque- e quindi da un’auspicata armonia.

C’è infine chi è convinto che per quel giorno lì, il fatidico 21 dicembre 2012, esseri alieni abbiano previsto millenni orsono il proprio sbarco sul Pianeta Terra.

Dovendo scegliere, a chi scrive questo pare l’avvenimento sconvolgente più probabile. Non il più auspicabile (perché un’era di pace e armonia, senza guerre, povertà e dolore sarebbe ben più gradita), ma il più plausibile. Alla domanda “siamo davvero “soli” in un universo che è quasi infinito, se non infinito e basta?”, una risposta positiva mi pare a dir poco fantascientifica.

Ora, dato che lo scopo di questo spazio non è far venire delle ansie e alle profezie bisogna credere sempre fino a un certo punto (perché ce n’è una per ogni crisi, una per ogni fanatico, una per ogni speranza, una per ogni avidità e ogni allucinazione), Aufo.biz vuole solo dire a chi forse ci osserva da serrature poste a millenni di anni luce di distanza, che noi siamo qui e, in maniera più o meno irregolare, aggiorneremo voi, nostri vicini di galassia, su ciò che succede su questo strano Pianeta. Molti avvenimenti li starete di certo già osservando, magari su maxischermi stellari inchiodati tra un pianeta e l’altro, anche in questo preciso istante. Ma magari vi sfugge o non vi è troppo chiaro il perché di certe azioni, il loro fine, il risvolto chimico-socioculturale-universale di ogni nostra singola condotta, scelta o desiderio. Ebbene, sappiate a premessa di tutto ciò che verrà detto in questo spazio, organo assolutamente non ufficiale di informazione per extraterrestri alla scoperta di “umanità”, che spesso il perché di certe azioni, non è chiaro neanche a chi certe azioni le compie e certe condotte le sostiene e le difende a spada o fede tratta. Qualora, insomma, decideste di presentarvi al nostro cospetto, che sia tra due anni e mezzo o domani, sappiate che qui da noi ci sono delle regole da rispettare. La prima è non romperci più di tanto le uova nel paniere. Sì, perché noi umani siamo bravissimi a rompercele da soli le uova nel paniere, gli uni con gli altri e gli uni con se stessi, e siamo una civiltà evoluta più a parole che a fatti. Fondamentalmente non sappiamo chi siamo, sebbene ci scervelliamo sull’argomento da quando vivevamo nelle caverne, perché essenzialmente non sappiamo da dove veniamo, né a cosa serva il nostro dimorare su questo minuscolo Pianeta che da millenni violentiamo, per via dei nostri capricci, con smanie di onnipotenza e giustificazioni poetiche ad hoc del tipo“fatti non fummo a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. Ad oggi insomma, non è che abbiamo accocchiato più di tanto. Certo alla clava abbiamo sostituito la calibro 38, allo scomodo sfregamento delle pietre un accendino usa e getta, all’archè delle cose raffinate teorie quantistiche e relativistiche che, di fatto, ci riportano al punto di partenza per quanto riguarda questioni come il tempo, lo spazio e tutto ciò che in realtà non riusciamo e non riusciremo mai a spiegarci.

Questo per dire che scimmie eravamo e scimmie siamo rimaste, anche se ci incravattiamo, ci radiamo sotto le ascelle e quando dobbiamo far pipì puntiamo un preciso punto dell’universo, ovvero la tazza di un water. Alla fine, cari extra terrestri, scimmie eravamo e scimmie siamo rimaste, con la differenza che quelle che oggi chiamiamo scimmie hanno fatto meno danni al luogo che, provvisoriamente, ci ospita. Insomma, ci saremo inventati il fuoco, la scrittura, la musica, l’agricoltura, la ruota, la poesia, la proprietà privata, il baratto, la moneta, la carta, la stampa, l’elettricità, gli schiavi, i politici, i sacerdoti, la libertà, Internet e gli sms, ma siamo più o meno com’eravamo ai tempi in cui Adamo ed Eva colsero quella famosa prima mela invece di andarsi a fare una bella passeggiata sulla spiaggia. Quindi, non abbiate timore, scriveteci, chiamateci (chiamate Antonio Trani magari, che chi scrive è un po’ impressionabile) e chiedeteci tutto quello che volete sapere della cosiddetta “umanità”.